martedì 21 gennaio 2014

La visione del vampiro secondo le Memorie Oscure.

Riflettevo che negli ultimi anni, che si tratti di un film, una serie tv, un fumetto o un libro, la prima cosa che si fa in una storia di vampiri è escogitare qualcosa per permettergli di camminare alla luce del sole.
Anelli magici, bracciali incantati, pozioni miracolose o addirittura dare per scontato, già dall'inizio, che quella del sole sia una falsa debolezza.
Ora, io, come tutti del resto, credo, cerco sempre di approcciarmi a qualcosa con il giusto spirito, di trovare qualche aspetto buono, curioso, anche quando l'insieme non si rivela di mio gradimento.
Ma... c'è un "ma".
Io li chiamo dogmi, caratteristiche imprescindibili della figura del vampiro, quelle senza le quali, di fatto, il vampiro non è più tale, ma un'ennesima creatura di fantasia come tante.

E dunque che tipo di vampiro potete trovare leggendo le mie Memorie Oscure?

Essendo le mie fonti di ispirazione principalmente basate sui classici dell'Ottocento, vi dico che i miei vampiri sono solamente notturni. La creatura gotica per eccellenza è un predatore che si muove nell'oscurità, in uno scenario fatto di luci artificiali. Si aggira per le ombre, a contatto con quella variegata sotto-cultura fatta di perversioni dell'ultima ora.
I miei vampiri sono assassini, mostri dotati di una sottile moralità che esula dalla definizione tradizionale di bene e male. Sono esseri solitari e libertini che agiscono al di fuori degli schemi del mondo umano, curandosi a malapena della Legge o della società circostante.
Ovviamente ci sono piccole eccezioni, ma in linea di massima si tratta di questo.
Sono veloci, forti, affascinanti e perlopiù egoisti, manipolatori. Possono leggere la mente degli esseri umani e ammaliarli, costringerli a obbedire ai propri ordini, privarli del libero arbitrio.
Il loro seme è sterile, ma possono giacere, fare l'amore, con uomini e donne mortali.
Sopravvivono attraverso la Storia e i secoli cibandosi di sangue umano, e possono essere uccisi soltanto in tre modi: decapitazione, fuoco e luce solare.
Ho lasciato dunque da parte le credenze cristiane sulla debolezza verso croci, simboli sacri in generale, acqua santa e aglio. L'unica sostanza "velenosa", ma non letale, è rappresentata nei miei libri dalla verbena: credenza, questa, che si rifà ad alcune cronache popolari sui racconti dei non morti risalenti al XVII secolo.
Prendendo invece spunto da produzioni di genere più moderno, c'è nelle Memorie Oscure la condizione del "torpore".
Il torpore è lo stato in cui cade un vampiro quando dorme. Si tratta di un vero e proprio bisogno che si manifesta al sorgere del sole, e che si placa soltanto quando scende la tenebra. Tutti i vampiri ne sono assoggettati, tutti lo percepiscono, pochissimi possono resistergli.
Nello stato d'incoscienza del torpore, il vampiro (o dannato), si rigenera più velocemente dalle ferite ma è completamente insensibile al mondo circostante.
Un vampiro può essere scaraventato di forza nel torpore (privo di sensi, quindi) a causa dell'impalamento o dell'eviscerazione del cuore.
A parte questo, era importante per me riportare in auge la figura dell'essere superiore, del mostro quasi invincibile e inafferrabile.
Credo fermamente che di tutti i personaggi di fantasia, il vampiro sia quello più libero in assoluto, realmente libero. Possiede il potere di fare ciò che vuole, come vuole e quando vuole, e non ha bisogno di giustificarsi con nessuno perchè è nella sua tragica natura essere "migliore".
Ecco allora cosa vi aspetta se deciderete di imbattervi ne "Le Memorie Oscure".
   
  

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