sabato 4 gennaio 2014

Per cominciare...

Cosa sono le Memorie Oscure?
Tutto nasce da questa semplice domanda.
Un sasso gettato in uno stagno che dà il via ad una serie di onde, di cambiamenti ed evoluzioni, e genera ripercussioni sull'ambiente, sull'ecosistema circostante.
Le Memorie Oscure arrivano come semplici visioni ad un giovane (all'epoca ancora ragazzino quindicenne) con la passione per la lettura e la letteratura gotica. E ben presto, nate semplicemente per gioco, per hobby, diventano vere e proprie idee senzienti, incalzanti, capaci di far passare notti insonni. Prendono possesso della mente, si spiegano su più piani, su più periodi storici, su più interpretazioni e implicazioni.
Allora già riuscivo a intuire qualcosa.
Benchè non avrei mai potuto presagire la portata di ciò in cui mi stavo imbattendo, capivo che stavo realizzando qualcosa di potenzialmente grandioso.
E dunque, al di là della forma tramite la quale io ho dato loro consistenza, per me le Memorie Oscure sono l'ambizione, la caparbietà, la ferrea volontà di essere ricordati e di farsi ricordare, di trasmettere emozioni e di lasciarsi emozionare.
Le Memorie Oscure sono i miei sogni, passati e presenti, e le mie speranze per il futuro.
Non sono perfette. Avrebbero dovuto esserle, e forse un giorno lo saranno. Adesso si accontentano di me, del mio talento ancora acerbo, del mio entusiasmo e della mia più fedele dedizione nei loro confronti.
Più scrivo più entro in sintonia con esse. Più leggo più faccio miei nuovi modi di rappresentarle.
M'ispirano ogni giorno della mia vita, e di questo ne sono enormemente grato.
Le Memorie Oscure mi hanno dato uno scopo, e potrà sembrare banale, o scontato, o forse addirittura sciocco, ma dietro la quotidianità, la normale routine giornaliera, l'ufficio, la famiglia, gli affetti, le delusioni e le soddisfazioni, dietro la più ovvia ordinarietà, io sento di aver trovato qualcosa di speciale. Ed è un qualcosa, questo scopo, che riesce ancora a meravigliarmi, a farmi volare con la fantasia, a farmi guardare il mondo in maniera molto romantica.
Mi piace pensare che, al di là del realismo, dell'indispensabile occhio critico, della necessità assoluta di conoscere ciò che si va a descrivere, criticare e raccontare, lo scrittore non è esattamente l'esempio migliore di "persona coi piedi per terra".
E sapete una cosa? Va bene così.  


-Alessio Filisdeo

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