Partecipate anche voi a "Una notte di ordinaria follia"!

Sesso, alcol e rock’n’roll. E sangue.

In breve, “Una notte di ordinaria follia” è questo. 
Un racconto metropolitano completamente fuori di testa, adrenalinico, vagamente pulp e assolutamente trash. Ricorda un po’ quei film d’azione hollywoodiani anni’80 fatti di improbabili action hero e battutacce sparate a raffica, quelli che una volta creavano nuove icone, e che oggi, il più delle volte, fanno soltanto sorridere.
E c’è sangue, si, tanto sangue. Perché? Per via di Nik, ovviamente. Infondo è un vampiro.

Romantico, tormentato, malinconico, irresistibile: un vero immortale d’altri tempi. Se è questo che cercate resterete delusi. Nik è un coglione, chiaro e semplice. È uno psicopatico attaccabrighe, un nichilista depravato e omicida che maneggia armi da fuoco e a stento sa usare i suoi poteri da leggendaria creatura notturna. Si crede un pezzo grosso, ma in realtà è un perdente, uno di quelli dal ghignaccio irriverente e la battuta pronta. In più ha l’aspetto di un diciasettenne, cosa che nel Ventunesimo Secolo lo rende più impopolare che mai, tra i suoi simili e non.
Non gliene frega niente della morale o della cautela, anzi, si gode pienamente la sua condizione di non morto senza freni inibitori. E gli va benissimo così.
E anche a me va bene così.

Per chi mi conosce, sa che sono un grande appassionato di letteratura gotica, un vero fanatico per quel che riguarda il prototipo di classico ottocentesco di genere. E beh… Nik è la famosa eccezione che conferma la regola.

Questo bastardello dai denti a punta rappresenta la mia arma segreta, la mia valvola di sfogo personale verso la moda dominante degli ultimi anni che coinvolge il dannato, la creatura gotica per eccellenza; una moda che ne ritrae una versione, eufemisticamente parlando, edulcorata, se non addirittura aliena.

Da parte mia, non volevo creare uno stereotipo. Volevo giocarci.
Volevo portare un po’ di orrore nell’Era Moderna, adattare il “vampiro di una volta” alla realtà contemporanea, nel bene e nel male, aggiornarlo senza alcuna pretesa di serietà ai canoni di questa pazza cultura pop che ci circonda.
È così che è nato “Una notte di ordinaria follia”, come una sorta di grottesco esperimento (assai divertente da scrivere, lo confesso), di evoluzione/involuzione di un genere, amplificato ed esasperato in ogni sua componente.

Sparatorie, luci al neon, grattacieli, improbabili complotti, un pizzico di splatter e diavolerie sovrannaturali: tutto nell’arco di un’unica notte, a New York, in compagnia di Nik e della sua ultima, coriacea, vittima!


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